Perché parlare di Frida Kahlo ai bambini — e anche nel mio lavoro — è più attuale che mai
Nei giorni scorsi, nella scuola dell’infanzia frequentata dalle mie figlie hanno parlato di Frida Kahlo. E come spesso accade qualcuno ha pensato che farlo potesse essere “esagerato”. Troppo impegnativa. Troppo grande. Troppo complicata. Eppure, ogni volta che sento questa obiezione mi tornano proprio in mente pensieri della stessa Kahlo: la capacità di immaginare un’alternativa, anche quando la realtà sembra stretta, è qualcosa che tutti i bambini hanno dentro. Basta solo nutrirla. Da mamma lo vedo tutti i giorni: i bambini non hanno paura delle storie complesse. Sono gli adulti ad aver paura di ciò che non conoscono o che esce dagli schemi. Parlare ai bambini di una donna che ha trasformato fragilità e dolore in arte non significa appesantirli ma penso significhi mostrare loro che ci sono mille modi di essere forti, significa dimostrare che la forza non è solo muscoli o successo, ma creatività, identità e coraggio. Da consulente e commercialista, lo vedo ancora più chiaramente e quotidianamente."Piedi, a cosa mi servite se ho ali per volare?» — Frida Kahlo"
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"Piedi, a cosa mi servite se ho ali per volare?» — Frida Kahlo"
In un’epoca in cui le notizie di catastrofi climatiche dominano i titoli dei giornali, è facile sentirsi sopraffatti ed impotenti.
Siamo gocce nel mare, è banale usare l'esempio ma è la realtà.
Tuttavia, esistono piccole azioni, spesso trascurate, che possono contribuire significativamente alla salute del nostro pianeta. Questi gesti, sebbene possano sembrare insignificanti a livello individuale, hanno un impatto cumulativo che non dovrebbe essere sottovalutato.
Prendiamo, ad esempio, i lavori manuali e le attività in campagna. Pulire un fosso in un fondo agricolo può sembrare un compito banale, ma è fondamentale per prevenire l’accumulo di detriti che potrebbero causare esondazioni durante le piogge intense. Questo tipo di manutenzione, se svolta regolarmente, aiuta a mantenere l’equilibrio dell’ecosistema locale, prevenendo danni più gravi e costosi in futuro. È un esempio perfetto di come piccole azioni possano avere grandi ripercussioni. In città invece? Ma è semplice, la tanto odiata raccolta differenziata oppure l'utilizzo di mezzi pubblici in luogo di quelli privati con un risparmio evidente dì CO2 , tempo, denaro e con un miglioramento della condizioni psicofisica: anche soli 10' cronometrati, realmente 10 di esercizio fisico, che sia piegamenti sulle braccia od una leggera camminata, una rampa o due di scale, migliora di tanto la propria condizione. E' tanto? No, è poco? Si, ma cambia.
Con la conclusione dell'estate, si chiude un periodo di riposo e rigenerazione. In Italia, agosto è tradizionalmente il mese delle vacanze, e quest'anno ho scelto di dedicare questo mese interamente alla mia famiglia e al riposo, senza interferenze lavorative. Questa decisione si è rivelata estremamente positiva, permettendomi di ricaricare le energie e prepararmi per i nuovi inizi.
Settembre rappresenta il mese delle ripartenze, i primi giorni il mese in cui si pianifica il prossimo "anno lavorativo", si risponde alle e-mail arretrate e si organizzano le attività urgenti. È un momento di riflessione e di bilanci, ma soprattutto di nuove opportunità. L'energia accumulata durante le vacanze diventa il carburante per affrontare con entusiasmo e determinazione le sfide che ci attendono.