Perché parlare di Frida Kahlo ai bambini — e anche nel mio lavoro — è più attuale che mai

Perché parlare di Frida Kahlo ai bambini — e anche nel mio lavoro — è più attuale che mai

 

 

“Piedi, a cosa mi servite se ho ali per volare?» — Frida Kahlo”

Nei giorni scorsi, nella scuola dell’infanzia frequentata dalle mie figlie hanno parlato di Frida Kahlo.
E come spesso accade qualcuno ha pensato che farlo potesse essere “esagerato”.
Troppo impegnativa. Troppo grande. Troppo complicata.

Eppure, ogni volta che sento questa obiezione mi tornano proprio in mente pensieri della stessa Kahlo:
la capacità di immaginare un’alternativa, anche quando la realtà sembra stretta, è qualcosa che tutti i bambini hanno dentro. Basta solo nutrirla.
Da mamma lo vedo tutti i giorni: i bambini non hanno paura delle storie complesse.
Sono gli adulti ad aver paura di ciò che non conoscono o che esce dagli schemi.

Parlare ai bambini di una donna che ha trasformato fragilità e dolore in arte non significa appesantirli ma penso significhi mostrare loro che ci sono mille modi di essere forti, significa dimostrare che la forza non è solo muscoli o successo, ma creatività, identità e coraggio.
Da consulente e commercialista, lo vedo ancora più chiaramente e quotidianamente.
Lavorando su ISO 30415, UNI/PdR e sistemi che riguardano inclusione, cultura organizzativa, diversità e parità mi scontro ogni giorno con un fatto semplice: la resistenza al cambiamento spesso nasce da mancanza di cultura, di modelli, di prospettive diverse.
Quando nelle aziende parliamo di equità, di ruoli femminili, di leadership inclusiva, qualcuno alza sempre un sopracciglio; esattamente come quando si parla di Kahlo all’asilo.
Quando si citano “grandi uomini”, va tutto bene, per cultura, per abitudine mentre quando si prova a raccontare donne altrettanto grandi, scatta il “mah…”.
Eppure, nelle norme che applico e nei progetti che seguo, il messaggio è chiarissimo: le organizzazioni crescono solo se sanno vedere il valore di tutte le persone. E allora perché non cominciare fin da piccoli?
Raccontare Frida Kahlo ai bambini non è fare ideologia ma a mio parere fare educazione, gettare semi per un futuro nel quale i nostri figli diverranno adulti più consapevoli, lavoratori più aperti, manager più attenti.
Il talento non ha genere, la creatività non ha regole,la diversità non spaventa ma arricchisce.
È lo stesso principio che adotto nel mio lavoro ogni giorno: quando costruisco un sistema ISO 30415, quando accompagno un’azienda in un percorso UNI/PdR, quando aiuto a definire processi, responsabilità, obiettivi… sto facendo esattamente questo: provo a portare un po’ di consapevolezza dove prima c’erano automatismi.
Provo a introdurre nuovi modelli, nuovi modi di pensare, nuove prospettive.
Forse è anche grazie a storie come quella di Frida Kahlo che le nostre figlie — e i figli di tutti — un giorno vivranno, lavoreranno e cresceranno in un mondo dove parlare di donne straordinarie non sarà più un’eccezione.

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